Eureka Edizioni: Se questo è il gioco di Marisa Papa Ruggiero

Associazione Culturale EUREKA

EUREKA edizioni

 

Quattordicesima pubblicazione della collana CentodAutore:

Se questo è il gioco di Marisa Papa Ruggiero

L’Associazione Culturale EUREKA di Corato (Bari) propone la quattordicesima pubblicazione nella collana “CentodAutore”, curata da Rossana Bucci e Oronzo Liuzzi, la nuova raccolta poetica di Marisa Papa Ruggiero“Se questo è il gioco”, con la formula rappresentativa ed esclusiva: 100 esemplari in piccolo formato, numerati, firmati e personalizzati da interventi diretti degli autori con un loro segno distintivo di originalità che rende il libro un connubio unico di poesia e di arte.

Dalla nota introduttiva di Mario Persico: “Con questo suo ultimo lavoro Marisa Papa Ruggiero sembra voglia interrogarsi su quel profondo bisogno dell’anima di conoscere la fonte di quelle infinite maschere che ci permettono di essere in questo mondo.”

*

se il gioco è questo

             è in gioco tutto

     sul taglio di una parola

            che a lampi entra nel foglio

che prende voce

             s’interroga

appena sotto la soglia acustica

             tra righe aperte

                         occultando le prove le

             tracce abusive

 ad ogni scatto di lancetta

            tra l’istante e il nulla

e sono io

                   che ti cerco 

io ti strappo

     la scorza

                     parola

                           ti spingo in scena

             ti tiro

      per i capelli

                   nella mia poesia

 

*

Marisa Papa Ruggiero.

Scrittrice, artista verbo-visuale, studi di formazione artistica compiuti a Milano e a Napoli, corsi di Graphic Design, di Pittura – Accademia Belle Arti e diploma di Laurea. Inizia  il suo percorso poetico alla fine degli anni 80 affiancandolo alla sua attività pittorica e didattica nei Licei nella città di Napoli dove vive. In poesia esordisce con Terra emersa  ed entra come fondatrice nella Redazione della rivista di ricerca letteraria: Oltranza. Seguono, dal 1991 ad oggi i seguenti testi di poesia pubblicati con Ripostes, Guida, Manni, Puntoacapo, Ladolfi, Passigli: Limite interdetto, 1993;Origine inversa, 1995; Campo giroscopico, 1998; Persephonia, (prefazione di Mario Lunetta), 2001; Passaggi di confine, (prefazione di Mario Fresa) 2011; Di volo e di lava, (prefazione di Giancarlo Pontiggia), 2013  Jochanaan del 2015; Un intenso venire, (prefazione di Daniele Piccini), 2017. Tra i lavori in prosa: Le verità bugiarde, 2008, Edizioni del Laboratorio di Vittorio Avella, introdotto da Stelio M. Martini e alcuni libri d’artista, tra cui: Il passaggio dei segni, Edizioni Socrate e Ad hoc, Lagnes, France, 2003. Suoi testi poetici vengono rappresentati come eventi teatrali e letture sceniche dal gruppo di cultura teatrale L’ascolto e nei siti archeologici di Cuma, Napoli, Bacoli, Siracusa. Partecipa con opere grafiche e collages a varie esposizioni di arti visive. Entra nel 1998 nella redazione di Risvolti – quaderni di linguaggi in movimento – e dà inizio alla sua attività critica. Una selezione di sue poesie appare sulla rivista internazionale Poesia. Le sono attribuiti diversi premi e segnalazioni di merito ed è stata tradotta in alcune lingue. Suoi testi poetici, critici e prose d’arte sono presenti in siti web, in blog letterari, oltre che in raccolte antologiche, tra cui: Locus solus, Paradossi visuali, (Ed. Riccardi), Mundus, (Valtrend), Per voci e per immagini, (Spring), Poeti al Mann, (Ed art,m), I quaderni di Movimento Aperto, (Tufano), In forma di scritture. (Riccardi), Forme liquide (De comporre). É presente in riviste italiane ed estere, di cui ricordiamo almeno: Offerta speciale, Gradiva, Lettera internazionale, Hyria, Risvolti, L’area di Broca, Arte & carte, Caffè Michelangiolo, Poesia, in rassegne d’arte e in alcuni fogli del Patapart, dell’Istituto Patafisico Partenopeo diretto da Mario Persico. É tra i fondatori della rivista di poesia: Levania.

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Marisa Papa Ruggiero

Se questo è il gioco

 

100 esemplari numerati con interventi manuali dell’autore

 

CentodAutore

a cura di

Rossana Bucci e Oronzo Liuzzi

EUREKA Edizioni

Associazione Culturale EUREKA

Via T. Tasso, 30 – 70033 Corato (BA)

e-mail: eureka.corato@gmail.com

Corato, marzo 2018

CentodAutore

a cura di

Rossana Bucci e Oronzo Liuzzi

VOLUMI PUBBLICATI

  1. Alfonso Lentini, Illegali vene (2014)
  2. Eugenio Lucrezi, Nimbus (2015)
  3. Rossana Bucci – Oronzo Liuzzi, DNA (2015)
  4. Antonino Contiliano – OnDevaStar (2015)
  5. Giorgio Moio – Sui crespi marosi (2016)
  6. Francesco Aprile – Entropia del fuoco (2016)
  7. Carla Bertola – Ritrovamenti (2016)
  8. Antonio Spagnuolo – SOSPENSIONI (2016)
  9. Alberto Vitacchio – IL TORPORE DEI GRADINI (2017)
  10. Michele De Luca – Parvenze (2017)
  11. Cristiano Caggiula – Tagli e credenze (2017)
  12. Giovanni Fontana – PENULTIME BATTUTE (2017)
  13. Gian Paolo Roffi – Intuizioni (2018)
  14. Marisa Papa Ruggiero – Se questo è il gioco (2018) 
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Concreta mostrapoesia, Roma 21 aprile / 6 maggio 2018

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C O N C R E T A MOSTRAPOESIA
21 aprile – 6 maggio
Accademia d’Ungheria in Roma, via Giulia 1
Mostra a cura di Giuseppe Garrera e Sebastiano Triulzi
Dalla collezione di Giuseppe Garrera

Da Hansjörg Mayer con le leggendarie edizioni “futura” a Timm Ulrichs, Klaus Burkhard, Max Bense, Reinhard Döhl, Bob Cobbing, Wolf Vostell, Ben Vautier, Ilse e Pierre Garnier, Eugen Gomringer, Hiro Kamimura, Yoko Ono, Augusto De Campos, Ferdinand Kriwet, Henri Chopin, Gerhard Rühm, Jiri Valoch, gli ungheresi Katalin Ladik, Endre Szkárosi, Anne Tardos, Tóth Kinga, Soós Gerg, Szilágyi Rudolf, gli italiani Emilio Villa, Carlo Belloli, Adriano Spatola, Arrigo Lora Totino, Anna Oberto, Giovanna Sandri, Patrizia Vicinelli, Irma Blank, Mirella Bentivoglio, Rosa Foschi, Luca Patella fino ai contemporanei Marco Giovenale, Mariangela Guatteri, Enzo Patti, Ivana Spinelli, Laura Cingolani, Francesco Aprile, Francesca Biasetton, Federica Luzzi, Rafael Gonzales, Jim Leftwich, John M. Bennett, Federico Federici, Cristiano Caggiula, Matteo Fato, Carl Baker, Max Renkel, Axel Catalayud, Sacha Archer, Dirk Vekemans, Mike Getsiv, David Kjellin, Rosaire Appel, Lina Stern, Valeri Scherstjanoi, Petra Schulze-Wollgast, Dona Mayoora, Luis González Boix, Luc Fierens, Fabio Lapiana, Carmen Racovitza, per citarne alcuni: tedeschi, ungheresi, svizzeri, italiani, giapponesi, brasiliani, rumeni, russi, francesi, finlandesi, portoghesi, svedesi, canadesi , australiani, ucraini, polacchi, americani, insieme felici distruttori di tutte le lettere e di tutti gli alfabeti, e infine un omaggio speciale all’opera di Mirella Bentivoglio ad un anno dalla scomparsa, e all’artista-poeta ungherese Katalin Ladik con una stanza dedicata alle loro straordinarie invenzioni e ricerche e incursioni sovversive nei campi della parola.

ARRIGO LORA TOTINO: in fluenti traslati

ARRIGO LORA TOTINO
in fluenti traslati
a cura di Giovanni Fontana

14 aprile 2018 – 12 maggio 2018
Inaugurazione sabato 14 aprile 2018
ore 18.00
Fondazione Berardelli
via Milano 107, Brescia

Orari
martedì – venerdì 15.30-19.30
sabato 10.00-12.00 e 15.30-19.30
Ingresso
libero

La Fondazione Berardelli inaugura il 14 aprile 2018 la mostra dedicata al grande artista Arrigo Lora Totino, recentemente scomparso, dal titolo in fluenti traslati a cura di Giovanni Fontana.La Fon dazione custodisce un’ampia raccolta di opere di Arrigo Lora Totino (1928-2016), acquisite da Paolo e Pietro Berardelli a più riprese, in occasioni favorite da una vecchia e cordiale amicizia con l’artista torinese, spesso coinvolto dalla Fondazione stessa per eventi espositivi e performativi. L’attuale collezione, arricchita recentemente con ulteriori acquisizioni, rappresenta tutte le tappe fondamentali del suo percorso creativo, particolarmente vario ed articolato in ragione dei
molteplici ambiti d’intervento praticati. L’artista si è distinto, infatti, per la sua poliedricità, sempre pronto ad indagare nuovi settori di ricerca. Agli inizi della sua carriera pratica la pittura. Condivide lo studio con Mario Merz, passando da forme neo-espressionistiche all’informale, fino all’optical art. Ma il suo primo traguardo fondamentale è la creazione, nel 1961, della rivista “Antipiugiù”, che si
distingue immediatamente per l’originalità del carattere sperimentale e per l’apertura verso la poesia concreta internazionale, di cui Lora Totino diventa, nel giro di pochi anni, uno degli esponenti di spicco.
Nel 1965 crea “Modulo”, rivista che coinvolge i più importanti autori del settore. La rivista costituirà un pilastro nella storia dell’artista, che, in qualità di specialista italiano, otterrà l’incarico (con Dietrich Mahlow) per la cura della mostra “Poesia concreta – Indirizzi visuali e fonetici” alla Biennale di Venezia nel 1969, dove, tra l’altro, viene proposta un’ampia rassegna dei fatti e dei protagonisti della poesia fonica. Lora Totino si sofferma in particolare sul Futurismo, movimento che tiene
sempre in grande considerazione, con studi e ricerche che ne favoriscono la rivalutazione in ambito poetico. Da quel momento il suo lavoro si concentra sulla ricerca intermediale. Inventa le “verbotetture” e i “cromofonemi” che propone in esposizioni internazionali e pubblica su importanti testate.
Dalle esperienze effettuate nello “Studio di informazione estetica”, fondato a Torino con il musicista elettronico Enore Zaffiri e con l’artista plastico Sandro De Alexandris, nascono i suoi primi esperimenti di poesia sonora, cui farà seguito un ponderoso corpus di registrazioni e da cui partiranno gli stimoli per la pratica della performance. Crea la “poesia ginnica” e le “mimodeclamazioni”; realizza con Piero Fogliati “l’idromegafono”, che impegna per la sua “poesia liquida”; usa apparecchi per plasmare, modellare, deformare il materiale linguistico. Con le sue creazioni fonogestuali partecipa a numerosi festival ottenendo grande successo per il taglio
ironico, talora cabarettistico, delle sue pièce. Egli appare in calzamaglia nera o bianca, con fisico agilissimo, sempre pronto a sorprendere con acrobazie vocali condizionate dal movimento del corpo e dalle esigenze della scena. Nel 1977, inventa le “fotodinamiche simultanee”, dove imprime su un medesimo fotogramma l’intera azione dei poemi ginnici ispirandosi al Fotodinamismo futurista di Anton Giulio Bragaglia.
Negli anni 2000 si dedica ad ampi collage, molti dei quali realizzati con testi deformati tramite procedimenti xerox, a composizioni tridimensionali come i “fiori della prosa”, dove oggetti tipografici saltano fuori da superfici trattate uniformemente con collage di testi, o come le “macchine celibi”, dove su piani bidimensionali sono montati piccoli oggetti, o anche come le divertenti scritture figurate, dove oggetti e lettere si aggregano in parola, alla maniera dei cinquecenteschi sonetti figurati di Giovanni Battista Palatino. La sua produzione verbovisuale è, pertanto, molto vasta e diversificata. Caratterizzata dalla molteplicità dei suoi interessi, si presenta nelle forme più disparate: pitture, monotipi, serigrafie, collage, libri d’artista, oggetti plastici, fotodinamiche, partiture, scritture paramusicali, nastri magnetici, dischi, video, ecc. Il denominatore comune è costituito dalla parola che passa continuamente da una dimensione all’altra, dal suo corpo figurale a quello sonoro, dalla pagina
allo spazio scenico, subendo e provocando contaminazioni e interferenze in un continuo, coerente e caleidoscopico fluire, tanto che, adottando le stesse parole di Arrigo Lora Totino, per il suo lavoro si potrebbe legittimamente parlare di “fluenti traslati”.

1968 / 2018 : ½ SièCLE Julien Blaine : ¾ de SièCLE

Le dossier de presse :

1968 / 2018 :

½ SièCLE

Julien Blaine :

¾ de SièCLE

10 mai 2018, ce soir là ce sera le vernissage

à la galerie Jean-François Meyer – 43, rue Fort Notre-Dame . 13001 Marseille

 

Le catalogue de l’expo :

Le catalogue de l’expo : 

64 pages 

24 X 16 cm

Tout en couleur sur papier couché

€ 10,00

éditions galerie Jean-François Meyer

Sommaire :

Préface de Julien Blaine : The big Trouille made in France (mars 2018)

Manifeste de Mai 1968 sous forme d’idéogrammes (mai 1968)

Géranonymo N° 1 (extraits) (mars 1972)

Fiulmalbo : L’expérience de la révolution (été 1967)

2 chroniqueurs à L!bé : Jules VAN & Alias ViART (mars 1975 – décembre 1978)

les veilleurs de jour et de nuit et le CRAPUL (1970 – 1971)

Liberté de Parole au théâtre du Vieux-Colombier (mai 1969)

4 généraux à la biennale de Paris de 1969

Vieilles actualités : démission du Provençal (Midi-Média 1990), démission de l’adjoint à la culture de Marseille (Le Monde – 1995)

Postface de Nanni Balestrini : Ballade des ordures (2011) 

Per un abbecedario della poesia contemporanea

Pagine per un abbecedario asemantico, Genova 6 aprile / 18 maggio 2018

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FRANCESCO APRILE

Pagine per un abbecedario asemantico

a cura di Vincenzo Lagalla

e Sandro Ricaldone

 

Former

via Sottoripa 1A/89 – Genova

6 aprile – 18 maggio 2018

orario: lunedì-venerdì 15,30-18,30

inaugurazione:

venerdì 6 aprile 2018, ore 18

 

 

 

Former Cultura, in collaborazione con Entr’acte, presenta dal 6 aprile al 18 maggio 2018, una personale di Francesco Aprile, Pagine per un abbecedario asemantico.

«Gli abbecedari – scrive l’artista – percorrono una strada in cui il materiale sociale, culturale, quale quello alfabetico, è tentato dall’altro da sé della sua forma: la grafia asemantica, la macchia, anche violenta come spessore del verbale o, ancora, aggiunta, tono, scontro feroce. Queste scritture sono un testa a testa fra segno socialmente istituito e scritture sbagliate che non conducono a nulla, se non all’inciampo, al diluvio effimero del gesto continuando un lavoro sulla scrittura volto a indagarne il lato perturbante» (https://www.utsanga.it/aprile-pagine-un-abbecedario-asemantico-appunti-lavoro/).

Il primo abbecedario è nato in forma di libro d’artista in copia unica nel settembre 2016. Nello stesso anno, fra settembre e ottobre, altri abbecedari, uno, in singola lettera (la “A”), destinato a Stephen Nelson, altri, espressione della totalità dell’alfabeto con l’aggiunta di numeri e segni d’interpunzione, per la cartella collettanea a carte sciolte Dado tutto bianco curata e chiusa da Giancarlo Pavanello nel dicembre 2016. Seguono abbecedari asemantici in: 591(numero 3, estate 2017, rivista di poesia visiva diretta da J. F. Bory e edita da Red Fox Press); Abc asemic book (Utsanga.it, marzo 2017); Abc asemic book (libro d’artista in copia unica, collezione M. Jacobson, esposto presso Asemic Writing: Offline And In The Gallery: an Asemic Writing exhibit @ Minnesota Center for Book Arts, 10 marzo / 4 giugno 2017); Abbecedari asemantici/Scritture sbagliate(abbecedari asemantici, formato 50×70 cm, esposti presso Aprile-Caggiula-Marullo, Utsanga. Modulazioni granulari, Palazzo Risolo, Specchia, Le, 2017); Nord-Sud: andata e ritorno (mostra di poesia visiva e altre scritture: F. Aprile, F. S. Dòdaro, V. Lagalla, R. Mignani, U. Carrega, G. Galletta, E. Miglietta; 21 aprile/31 maggio 2017 presso Gingoo, Genova, promossa da Former e Entr’acte); Abc asemic book (abbecedari formato cartolina, duecento copie originali inserite in “Offerta Speciale”, numero di dicembre 2017 a cura di Carla Bertola e Alberto Vitacchio; Abc asemic book (in Tip of the knife – Visual poetry magazine, a cura di Bill DiMichele, 2018); Pagine per un abbecedario asemantico (mostra presso Former Cultura, Genova, promossa da Former e Entr’acte, a cura di Sandro Ricaldone e Vincenzo Lagalla, 6 aprile / 18 maggio 2018).

LABORATORIO-ROMA. Genealogie novecentesche – Tendenze della poesia degli anni 2000

LABORATORIO-ROMA

Genealogie novecentesche – Tendenze della poesia degli anni 2000
c/o FONDAZIONE PRIMOLI – via G. Zanardelli 1

Ciclo di incontro con i poeti contemporanei a Roma
A cura di Roberto Antonelli e Luigi Severi


La poesia italiana attraversa un momento di notevole vivacità. Tuttavia, non è facile individuarvi delle tendenze unitarie, per via di un crescente attraversamento dei confini tra un genere e l’altro, tra una forma e l’altra. Proprio questa crescente vitalità e, al tempo stesso, questa fisionomia sfuggente alle consuete categorie (anche in accordo con nuovi modelli letterari, in particolare statunitensi e francesi), rende particolarmente degno d’attenzione il panorama dei numerosi poeti letterariamente nati nei primi anni Duemila e oggi operanti a Roma, ben rappresentativi non solo della qualità ma anche della multiformità delle scritture poetiche di ambito italiano. Per questa ragione sembra utile proporre tali scritture ad un pubblico che, quando anche di intendenti, resta tuttavia lontano dalla poesia contemporanea, e in particolare dalle sue direzioni più recenti. Poiché decisivi restano i nodi con la tradizione, e anzi con la somma di tradizioni novecentesche, è sembrato opportuno proporre lezioni sugli autori del Novecento, cruciali e tuttora esemplari, oltreché centrali nei programmi scolastici, seguiti da incontri con alcuni poeti contemporanei, trascelti e raggruppati di volta in volta sulla base di un qualche tratto in comune, quanto a visione del mondo, concezione della forma, legame con le tradizioni.

 

Giovedì 12 Aprile

ore 16  Il percorso
C. Bello Minciacchi – Ungaretti e dintorni.

ore 17.30 – L’incontro
Poesia, installazione, dispositivo con Giulio Marzaioli, Fabio Orecchini, Michele Zaffarano
e la partecipazione dell’artista Pasquale Polidori

www.fondazioneprimoli.it

L’evento su FB 

https://www.facebook.com/events/164690414152130/