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http://www.archiviomauriziospatola.com

L’archivio Maurizio Spatola, nato dalla pluriennale attività del suo fondatore nei campi della poesia sperimentale, offre un contributo importante per la conoscenza e l’approfondimento di quanto accaduto dagli anni ’70 in Italia e all’estero nei linguaggi della ricerca poetica. Una robusta riproposizione di testi storici, scaricabili gratuitamente in formato pdf, rende l’archivio online di Maurizio Spatola un luogo fondamentale per quanti, fra ricercatori, studenti, critici, teorici o solo curiosi, vogliano toccare con mano uno dei periodi più fecondi, per qualità della ricerca e intensità della produzione, per l’evoluzione del linguaggio poetico.

Maurizio Spatola è nato nel 1946 a Stradella (Pavia) e vive attualmente a Sestri Levante, sulla Riviera Ligure. Ha studiato al liceo classico ‘Galvani’ di Bologna, a due passi dalla Osteria di via dei Poeti, frequentata dai futuri protagonisti dell’avanguardia letteraria bolognese. Interrotti gli studi universitari di filosofia e intrapresa a Torino la carriera giornalistica, ha lavorato a lungo per l’Editrice ‘La Stampa’ e in seguito come free lance per diversi periodici.
Ha fondato con il fratello Adriano, nel 1968, le edizioni Geiger, di cui ha curato le note antologie sperimentali. Le edizioni Geiger, attive fra l’Emilia e il capoluogo piemontese nel campo della sperimentazione artistica e letteraria, hanno pubblicato, artigianalmente e in tirature limitate negli anni ’70/’80, libri e riviste, la più nota delle quali è il periodico di poesia Tam Tam, diretto da Adriano Spatola e Giulia Niccolai.
Poesie concrete e visuali di Maurizio Spatola sono state pubblicate fra il 1967 e il 1972 nell’antologia integrante il libro di Ezio Gribaudo Il peso del concreto (Torino 1968) e sulle riviste Chicago Review (USA), Ovum 10 (Uruguay), La Battana e Signal (Yugoslavia), Approches e Doc(k)s (Francia), Mec, Pianeta, Quindici e Tool (Italia). Suoi scritti sulla poesia d’avanguardia sono apparsi su alcuni quotidiani e varie riviste letterarie.
Nel 2001 ha perso l’uso della vista. Nonostante ciò, convinto che la realtà e l’esistenza stessa siano il prodotto di un paradosso patafisico, continua ad occuparsi di poesia visuale e arti visive.

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