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L’esperienza artistica di Vincenzo Lagalla inizia nella metà degli anni ’70 in Salento. Alla fine del 1985 si trasferisce a Genova, dove continua a operare. Il periodo iniziale è caratterizzato dalla pittura metafisico-surreale a cui seguirà la produzione di oggetti costruiti con materiali ritrovati e di uso comune, oltre alle performances realizzate nella campagna salentina e documentate fotograficamente. In seguito si occuperà direttamente di fotografia, preferendo ai singoli scatti, lunghe sequenze di slides presentate con commento sonoro. Alcune immagini sono realizzate con “Sandwich di slides”. E’ di questo periodo la partecipazione alla Poesia Visiva con la produzione di testi visivi. Frequenta il Laboratorio Poesia di Novoli, diretto da Enzo Miglietta, dove esporrà nell’83 una lunga sequenza di foto in B&N sistemata su 25 mt. di iuta. L’arrivo a Genova, nel 1985, e il rapporto artistico e umano con Rolando Magnani modificheranno la sua prospettiva espressiva. Comincia a realizzare “Installazioni” in quanto estensione spaziale della produzione di oggetti del periodo salentino, contestualmente intensifica il lavoro sul testo visivo. Nel 1989 costituisce, con Di Cristina e Mazzei, il movimento “Infectious Art”, intervenendo in alcune zone di Genova e nel centro di Milano. La Facoltà di Magistero (Università di Genova) ha pubblicato un testo con le foto delle principali “infezioni”. Il 1990 segna il ritorno alla pittura, di genere informale, con smalti su “legno s-compensato” e l’inserimento di materiali diversi. Dopo l’esposizione di Rossignano del 1996, pur continuando a lavorare, non parteciperà né organizzerà manifestazioni, fino alla mostra fotografica del 2010 al Sivori. L’ultimo periodo ha visto la ripresa della pittura informale su tele di grandi dimensioni.

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