“Quotidiana” a Firenze, una mostra

Giovedì 31 marzo ore 17:00
Piazza Brunelleschi 4 – Firenze

Con la mostra Quotidiana curata da Lucilla Saccà, docente di Storia dell’Arte Contemporanea e realizzata con la collaborazione di Martha Canfield, docente di Letteratura Ispanoamericana e Presidente del Centro Studi Jorge Eielson, continuano le iniziative del progetto Chiostro in Azione alla Biblioteca Umanistica dell’Università degli Studi di Firenze.
Il filo conduttore di questa iniziativa è l’oggetto o meglio la rilettura che un gruppo di artisti, di diversi ambiti e generazioni, ha compiuto sulla realtà oggettuale circostante. Dall’inizio del ‘900 fino ai nostri giorni l’oggetto è il grande protagonista della ricerca artistica, che lo ha indagato in soluzioni molteplici come materiale, come strumento, come simbolo, secondo nuove forme molto diverse dalla tradizionale sfera logica e descrittiva. Secondo una linea creativa che si vuole assolutamente libera da qualsiasi vincolo mimetico e funzionale, sono l’immaginazione e la sensibilità creativa a dominare le singole interpretazioni: gli artisti prediligono di volta in volta un messaggio antropologico, sensoriale, intellettuale o riferito ad un contesto industriale.
Jorge Eielson, artista e poeta, con Codice sul volo degli uccelli e sugli annodamenti di Leonardo, propone una duplice e complessa lettura; da un lato è evidente l’omaggio colto al celebre artista-scienziato e ai valori della cultura universale, dall’altro l’annodarsi della tela riconduce a prodotti artigianali, i quipus incas annodati e coloratissimi, propri del Perù sua terra d’origine. Ritroviamo un doppio codice elevato e colto e a volte strettamente connesso con le memorie della cultura popolare anche in Vittorio Tolu; in Autoritratti, libro d’artista con pagine incollate, lo specchio coinvolge lo spettatore e lo invita, riflettendosi, a superare il supporto, citando anche un preciso riferimento all’operato di Lucio Fontana; nella serie delle Iconostasi, lunghi bastoni capaci di assimilarsi a ogni sorta di mitici folletti, il riferimento immediato, invece, è con le tematiche dell’antica tradizione contadina della Sardegna. Anche La Cova di Gianni Ruffi vincola la sua storia alla memoria popolare, in questo caso la campagna toscana; la saldatura concentrica e rigorosa delle trappole e la sagoma fine delle uova in ferro, tuttavia, spostano l’opera verso un contesto più antinaturalistico e più legato alla realtà industriale. Una lettura del mondo che vediamo esaltata nelle opere in gomma di riciclo di Luca Matti; il suo Aereonautico, oscuro e sospeso tra le arcate del rinascimentale Chiostro di Levante, sembra svilupparsi dal cielo plumbeo di sconfinate periferie ed evocare gli incubi di certe sceneggiature B-movie. Sceglie, invece, il gusto per un’oggettualità squisitamente tattile Anna Rose, che lavora con soffici capelli biondi, trattenuti da nastri di raso, dichiarata metafora del femminile.

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